La Voce è Dea
- Tania Jasmine
- 11 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Nell'antico Egitto, la divinità associata al canto era la dea Meret, incarnazione del suono gioioso e della lode vocale, che svolgeva la funzione sacra del canto rituale volto a preservare l'ordine divino. Accanto a Meret troviamo anche Hathor, la dea della musica, della danza, della gioia e dell'amore, che con la sua voce potente e le sue parole magiche rappresentava la padrona della parola divina.
Il termine sanscrito per «voce» è vāk, che nei testi del Rigveda viene descritto come ciò che dà origine all’universo. Vāk è anche il nome di una dea vedica, personificazione della parola divina, che in epoca successiva venne associata a Saraswati, la dea della saggezza che ispira i poeti. Era lei, dunque, a detenere il potere della creazione, la forza che «diede un nome» all’umanità con il suono primordiale.
È interessante notare che in arabo la parola che indica la «voce» è la stessa che indica il «suono» ed è صوت (ṣawt).
I sufi dicono: «La voce è l’unico strumento creato da Dio».
Tutti nasciamo in un suono e il pianto di nascita è fondamentalmente ciò che creiamo per farci sentire, per esprimere e dare inizio al nostro processo di conoscenza di sé, di auto-identificazione.
Gli sciamani usano la loro voce per purificare lo spazio con parole ripetitive, per invocare le guide spirituali, per offrire benedizioni, cibo e riverenza a Madre Natura, per creare un punto di ancoraggio per la mente mentre accedono ai diversi livelli di coscienza.
La voce di nostra madre quando siamo nel suo grembo risuona durante tutta la nostra esistenza. Il potere delle sue ninne nanne di farci addormentare è come il canto di uno sciamano che ci accompagna in un altro stato di esistenza e possiamo richiamare quella voce ogni volta che vogliamo connetterci con la nostra infanzia per guardarci con gli occhi più innocenti e compassionevoli..
Il percorso alla scoperta della nostra voce è tutto questo e molto altro ancora. È dimostrato che quando cantiamo alleviamo le tensioni fisiche e somatiche presenti nel corpo fisico e in quello sottile:
si avverte una maggiore sensazione di apertura e ossigenazione al torace
i muscoli del volto si rilassano
una sensazione di liberazione nella zona del basso ventre mentre sosteniamo il respiro dal diaframma...
...e questa liberazione arriva fino al livello emotivo, man mano che sciogliamo i blocchi e le vecchie emozioni represse
Riguardo a quest'ultimo beneficio, c'è molto altro da dire. Spesso nascondiamo la nostra voce in pubblico, la mettiamo a tacere a causa del giudizio che portiamo su noi stessi, dei condizionamenti subiti durante l'infanzia o della convinzione che la nostra voce «non sia abbastanza buona». Ma la voce è una porta verso la guarigione, è una vibrazione viva che, quando viene attivata consapevolmente, fa crescere la fiducia in noi stessi, acuisce la lucidità e fa scorrere la creatività senza sforzo!
E ora, lasciamo che la nostra voce ci guidi, invochiamo l'antica Dea e cantiamo, intoniamo canti, creiamo suoni strani, canticchiamo, lasciando che le vibrazioni guariscano il sistema nervoso!
In questa foto mi trovo in una delle sale del Tempio di Dendera, in Egitto. La mia voce risuonava naturalmente sulle pareti decorate con iscrizioni geroglifiche e immagini di Hathor, di suo figlio e dei faraoni che le portavano offerte. È interessante notare che questa sala era il luogo in cui venivano conservati gli oli essenziali e l'incenso utilizzati per i rituali e le cerimonie. In quel momento mi sono sentita avvolta da una fragranza ricca e delicata di rose...🌹
𓆃 Di seguito trovi il link al mio canto nel Tempio di Dendera 𓆃





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