Perchè "Suono in Movimento"
- Tania Jasmine
- 12 giu
- Tempo di lettura: 3 min
“Sound in Movement” è un progetto a cui mi ha ispirato la mia amica arpista Lidia, la splendida donna che vedete in questa foto.

Da appassionata di musica e danza, faccio fatica quando sento il bisogno di diventare suono nel corpo di una ballerina e movimento incarnato nella musica... Poi ho capito che per me non c'è modo di distinguere tra le due cose: non riesco a scegliere di suonare la musica o di produrre un suono sul mio tamburo senza sentire il movimento... anche se non c'è un passo di danza evidente, ne sento le vibrazioni, le fluttuazioni a un livello profondissimo...
Recentemente ho capito perché.
Ma prima facciamo un passo indietro.
Punto di vista storico
Sin dai tempi antichi, musica e movimento erano profondamente legati.
In Mesopotamia, la lira, i tamburi e l’arpa erano gli strumenti principali, utilizzati non solo per lo spettacolo, ma anche come mezzo per collegare la realtà alle divinità. Durante queste cerimonie, un gruppo di danzatori accompagnava la musica con “danze processionali” (sfilate in onore delle divinità) e “danze della fertilità” legate ai cicli agricoli.
Nell'antico Egitto la dea Hathor era associata sia alla musica che alla danza (insieme alla fertilità e al parto). A quel tempo la musica trovava spazio in molti contesti: templi, palazzi, botteghe, fattorie, campi di battaglia e tombe, ed era parte integrante anche del culto religioso.
Nell'antica Grecia, il termine che indicava la danza era «choros», da cui deriva la parola «coro», che si riferisce a un ensemble musicale di cantanti. Nel periodo classico (V-IV secolo), la danza era parte integrante delle feste religiose, spesso accompagnata dal canto corale e dall'esecuzione di strumenti musicali. In particolare, la danza, la musica e la trance estatica venivano praticate per onorare il dio Dioniso.
Ed è proprio nell’antica Grecia che ha avuto origine la “musicoterapia”:
- Apollo era il dio della musica e della medicina (spesso raffigurato con una lira)
- Platone considerava la musica uno strumento educativo e terapeutico
- Aristotele spiegò come la musica potesse essere utilizzata per il tempo libero e il relax, nonché per purificare l'anima
- Pitagora, che si dedicò anche alla fisica della musica studiando le armoniche, scrisse di come l'anima potesse raggiungere la catarsi attraverso la musica…
(reference: https://blogs.ifas.ufl.edu)
Secondo alcune filosofie (e religioni), l'universo è stato creato da un suono. Nell'induismo si crede che il dio Shiva abbia creato l'universo suonando il tamburo, il cui ritmo era considerato l'unico suono della creazione mentre egli eseguiva una danza cosmica…
E molto altro ancora...
Punto di vista biologico
Se facciamo uno zoom-in al nostro corpo e osserviamo come reagiscono le cellule quando vengono stimolate da un suono, noteremo una sorta di movimento del campo energetico che le circonda. Nel 1981 Fabien Mamam, musicista, guaritore e ricercatore che per primo introdusse l’uso dei diapason al posto degli aghi sui punti di agopuntura, scoprì che il colore e la forma di ogni cellula e del suo campo energetico sottile (aura) cambiavano a seconda dell’altezza e del timbro di ciascuna nota musicale.
Inoltre, scoprì che quando la cellula avvertiva una “affinità vibrazionale” con una certa nota, l'aura della cellula si trasformava in una forma di mandala con colori vivaci come il rosa e il blu. Fabien ha concluso che questa era la “nota fondamentale” della cellula e che, se la persona si fosse ‘sintonizzata’ con essa, si sarebbe potuta raggiungere l'armonia all'interno delle cellule, del campo energetico della persona e del mondo esterno. (Libro: “Il ruolo della musica nel XXI secolo”).
Dunque “Suono e Movimento” insieme…
L'effetto terapeutico sia del suono che del movimento ha inizio quando varchiamo le soglie dell'inconscio, esplorando l'immenso mondo che portiamo dentro di noi e che è lo specchio esatto di ciò che proiettiamo all'esterno sotto forma di realtà... toccando le nostre emozioni più profonde e nascoste...




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